8 domande sui “diritti LGBT”: le mie risposte

Questnew-york-le-foto-del-gay-pride-2012a mattina ho ricevuto una mail dalle associazioni Azione Gay e Lesbica e IREOS (Firenze).
In vista delle elezioni regionali, volevano sapere la mia posizione sul tema dei “diritti LGBT”.

Mi hanno chiesto di rispondere a queste 8 domande:
1. Appoggerebbe interventi educativi contro l’omofobia e la transfobia nella scuola?
2. Ritiene giusto che le coppie omosessuali possano accedere al matrimonio o a un istituto del tutto analogo?
3. E’ favorevole ad estendere la possibilità di adottare alle/ai single?
4. Sosterrebbe iniziative che agevolano l’ingresso nel mondo del lavoro delle persone transessuali?
5. Ritiene che le terapie riparative dell’omosessualità debbano essere vietate?
6. Ritiene sbagliato intervenire chirurgicamente per la riattribuzione del sesso su bambini intersessuali?
7. Ritiene sbagliato che un medico del servizio sanitario nazionale possa rifiutarsi di praticare aborti in base all’obiezione di coscienza?
8. Ritiene necessaria l’equiparazione legislativa dell’omofobia alle altre forme di discriminazione?

LE MIE RISPOSTE:

1. No, questo tipo di educazione non dev’essere demandata alla scuola.
2. No, non in modo “del tutto analogo” al matrimonio.
3. No, un bambino deve avere un babbo e una mamma.
4. No, chi è un transessuale per avere più diritti di un giovane disoccupato eterosessuale?
5. No, né obbligatorie, né vietate.
6. No, servirà una valutazione medica di caso in caso.
7. No, su certi temi la libertà di coscienza è fondamentale.
8. , porrei tutti gli atteggiamenti discriminatori sullo stesso piano. Tutti a parte uno che considero in assoluto il più grave, quello posto in essere dallo Stato italiano nei confronti dei propri cittadini (a prescindere dall’orientamento sessuale).