Immigrati a Firenze: vitto e alloggio, 34 euro e una casa abitabile

banner_testa3E’ da tempo che denunciamo questa VERGOGNA.
Altro bando della Prefettura da 9 MILIONI di euro per accogliere gli immigrati  a Firenze.

Rossi voleva una soluzione tipo “bed and breakfast” prendendo le case sfitte degli italiani: il Prefetto si è opposto, per ora si usano solo stabili pubblici.

Tutto questo mentre le famiglie italiane in difficoltà sono LASCIATE SOLE.

Gli PAGHIAMO vitto, alloggio e vestiti: NON BASTA?

Pubblichiamo la notizia apparsa su “Nove da Firenze

Migranti a Firenze: vitto e alloggio, 34 euro e una casa abitabile

 

La Prefettura di Firenze lo ha definito“Perdurante straordinario afflusso di cittadini stranieri” ed ha predisposto un apposito bando che copra i servizi di prima necessità sino al dicembre 2015 presso le strutture provinciali ed ogni struttura non potrà comunque ospitare oltre 50 migranti.
Si è consumato a distanza il botta e risposta traLuigi Varratta ed Enrico Rossi, il Prefetto deve gestire un esodo imprevedibile, mentre il Presidente toscano ipotizza soluzioni “Bed and Breakfast” invitando i toscani a mettere a disposizione le case di campagna.  Alle ipotesi di requisizione delle abitazioni private il Prefetto ha risposto picche: sono preferibili gli stabili pubblici, casomai.

Ospiti. La Prefettura ha approntato un accordo quadro per l’affidamento del servizio di “prima accoglienza dei cittadini extracomunitari e gestione dei servizi connessi, a favore degli ospiti nei centri della provincia e dei migranti già presenti o di futura assegnazione”. Il servizio di prima accoglienza prevede alloggiamento nelle strutture dislocate nei comuni provinciali, vitto e gestione amministrativa degli ospiti, assistenza generica alla persona compresa la mediazione linguistica, l’informazione, il primo orientamento e l’assistenza alla formalizzazione della richiesta di protezione internazionale.
Sono compresi il servizio di pulizia, la fornitura di biancheria ed abbigliamento adeguato alla stagione e prodotti per l’igiene personale.
E’ previsto un Pocket Money: il valore è di 2,50 Euro per persona al giorno fino ad un massimo di 7,50 Euro per nucleo familiare, da erogare sotto forma di buoni o carte prepagate che sono a carico della struttura e poi saranno rimborsati dalla Prefettura previa registrazione su un modulo per le quietanze. Nel pacchetto è inclusa una Tessera Telefonica con 15 Euro di credito oltre ad un servizio di trasporto per le necessità di spostamento su richiesta della Prefettura.
L’intero appalto consiste di pacchetti da 34 Euro più Iva al giorno per un totale di 9 milioni di euro Iva esclusa calcolati sulla base di una previsione, al febbraio 2015, di 1000 soggetti ospiti.
L’ammontare definitivo però “Sarà determinato in fase di esecuzione – precisa il Prefetto – in virtù delle prestazioni effettivamente erogate, tenuto conto degli extracomunitari ospitati, senza che l’aggiudicatario abbia nulla a pretendere per i posti offerti e non utilizzati”.
Ma possono 34 Euro, il valore pro capite giornaliero speso dallo Stato, per garantire un alloggio se non intervengono l’orientamento formativo e la sottoscrizione di un contratto di lavoro?

Da metà degli anni Novanta, si è passati dall’emergenza all’inserimento abitativo. “Spostare l’accento sull’inserimento abitativo non vuol dire – spiegano negli anni 2000 gli operatori della Fondazione Michelucci che per la Regione Toscana hanno monitorato il fenomeno migratorio – ignorare la necessità, mai venuta meno, di soluzioni di pronta o di prima accoglienza, ma iscrivere quest’offerta in una gamma di azioni e di dispositivi che abbiano come obiettivo autonomia e qualità dell’abitare. I centri di accoglienza sono stati trasformati in “alloggi di inserimento”. I nuclei e le persone che vi abitavano prima della trasformazione si trovano oggi negli alloggi che sono stati ricavati, oppure hanno trovato, spesso attraverso l’intermediazione di agenzie per l’alloggio sociale, sviluppatesi grazie al terzo settore in gran parte del territorio toscano, un’abitazione sul mercato privato, talvolta a canoni ribassati”.
Persistono ad oggi situazioni in cui le case sono di scarsa qualità o richiedono canoni di affitto elevati, e coabitazione forzata o sovraffollamento si riscontrano persino negli immobili occupati.

“Il criterio decisivo non è il “livello” dell’offerta ma l’adeguatezza rispetto ai bisogni – spiegano gli operatori della Onlus di Fiesole nel 2010 selezionando tre tipologie di intervento – la pronta accoglienza con soluzioni immediatamente disponibili, di tipo collettivo o familiare, la residenza temporanea con soluzioni di breve-medio periodo dai 6 ai 18 mesi per famiglie o gruppi di singoli, riferimento sono le case-albergo realizzate a Bolzano, ed infine alloggi di inserimento, soluzioni pienamente abitative a medio-lungo periodo dai 12 ai 24 mesi, a canone moderato per persone o famiglie che hanno bisogno di consolidare le risorse di autonomia e di reddito in attesa di un inserimento indipendente in alloggi di mercato o edilizia pubblica”. C’è un rischio che non è legato allo spreco di risorse pubbliche ed è che il mercato privato possa speculare sui migranti bisognosi: è il caso di immobili del tutto inadatti ad essere abitati, ma affittati a canoni standard.

Un tetto sopra la testa: l’Idoneità alloggiativa. Lo troviamo tra i primi atti legati all’accoglienza dei migranti ed è un documento con il quale si dichiara l’idoneità di un alloggio e la sua rispondenza ai requisiti igienico sanitari, una attestazione che fa parte della documentazione richiesta dalla Prefettura ai cittadini non comunitari ai fini delle procedure di Nulla Osta alle istanze di Ricongiungimento familiare.
Tutti i cittadini extracomunitari in possesso di permesso di soggiorno, e coloro che hanno interesse alla stipula di contratto di soggiorno per lavoro subordinato, che richiedono Permesso di soggiorno CE Lungo soggiornanti oppure il Permesso di soggiorno per motivi familiari o infine che richiedono l’Istanza di Nulla osta al ricongiungimento familiare hanno i requisiti per procedere.
Servono Carta di identità, passaporto, patente, il permesso di soggiorno in corso di validità. Serve inoltre copia del contratto di locazione o del comodato d’uso. Importante poi il modello F23 relativo all’anno in corso; nel caso in cui il proprietario dell’alloggio abbia scelto di applicare la “cedolare secca”, copia della lettera con la quale il proprietario comunica all’inquilino l’applicazione della cedolare secca.
Servono poi la planimetria catastale conforme allo stato dei luoghi, rilasciata dall’Agenzia del Territorio di Firenze “leggibile e completa” dei dati identificativi dell’alloggio con la Visura catastale. Coloro che sono ospiti di soggetti terzi presentano la Dichiarazione di ospitalità e se l’ospitante non è residente nell’alloggio per il quale si richiede l’attestazione, occorre che indichi valida motivazione. Se il richiedente è ospite presso un alloggio del Comune di Firenze, è necessario allegare alla domanda l’autorizzazione all’ospitalità rilasciata da Casa Spa, ente gestore per il Comune di Firenze. Serve inoltre il Certificato di Abitabilità. Infine occorrono due marche da bollo da 16 Euro. A giudizio dell’Ufficio può essere richiesta anche altra documentazione integrativa se ritenuta utile a dimostrare la veridicità di quanto dichiarato ed all’occorrenza potranno essere effettuate verifiche dirette dell’alloggio mediante appositi sopralluoghi da parte dei tecnici incaricati da concordare con i richiedenti. L’ Attestazione, qualora la documentazione presentata sia valida e completa, viene rilasciata entro 90 giorni dalla data di richiesta.

Basta questo per tutelare gli ospiti e garantire un sistema “sano” di accoglienza? Il problema principale adesso è fornire un alloggio dignitoso, e davanti ad una politica che chiede di non “Ghettizzare” risponde il braccio dello Stato sul quale pesano il controllo e la gestione dell’emergenza e la tutela dei cittadini.